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Lettera ai tiratori
 

Cari tiratori di Bench,
sono entrata a far parte di questo gruppo di svitati circa un anno fa, conscia dei pericoli ai quali mi esponevo. Che i tiratori "seduti" fossero tutti un po' matti, dal nord al sud, cambiando l'accento e l'abbronzatura, la sostanza restava la stessa, mi avevano avvertito.

Ho cominciato questo gioco con un'attrezzatura minima, crescendo strada facendo e migliorando le mie prestazioni grazie soprattutto ai consigli dei più esperti di me, alla loro pazienza e ai loro malevoli commenti quando i punti hanno cominciato a sommarsi.

Sono entrata a far parte di un gioco, pensavo allora, fatto da appassionati del tiro che avevano in comune l'entusiasmo della sperimentazione, della collaborazione, della competizione allegra e rilassata, del compiacimento leale nei confronti dei più forti, delle calde e pesantissime prese in giro dei più scamuffi. Pensavo ci fosse posto per cose così, vedevo soprattutto persone con voglia di divertirsi e di giocare al più bravo, mangiando insieme, girando l'Italia, facendo foto ai soliti vincitori sul podio.

A questo pensavo anche quando si cominciò a parlare di associazione nazionale del bench.

Un modo efficace per rispondere agli sfottimenti dei tiratori di discipline olimpiche, per essere riconosciuti sul territorio italiano dei TSN.

Utile per contarci ed avere un simbolo di riconoscimento, una spilletta come distintivo, un sistema di collegamento fra noi che ci facesse pesare un po' meno gli spostamenti in giro per l'Italia, magari organizzandoci in gruppetti e risparmiare sull'autostrada, fare colazione insieme.

Utile per sostenere il sito WEB del Bench, nato dal volontariato di uno di noi e di fatto già punto di riferimento per noi tiratori (e per le nostre classifiche, SIC) da due anni a questa parte.

Collaborazione, fare gruppo, giocare, migliorare e divertirsi. Non molto altro, non molto di diverso.

Ora sono in pieno Campionato, anzi, quasi alla fine, e più vado avanti e più mi sembra difficile.

Andando qua e là ho visto momenti di forte tensione fra tiratori, sezioni di TSN, capi carismatici e non, dovunque si respira diffidenza e pochissima chiarezza. Voci e polemiche su quello che sta tramando questo e quello che ha intenzione di combinare quell'altro. Sento parlare di interessi personali, di politiche di gestione, di manipolazioni scorrette, perfino di cospirazioni.

Fra un litigio e l'altro, fra ricatti e insulti, a marzo è nata l'Associazione: ho pagato la mia quota, ho votato per eleggere i Consiglieri ed ho ricevuto la prima lettera dal mio Presidente.

Sono contenta di aver ricevuto notizie dell'Associazione, un po' meno di non sapere i nomi dei Consiglieri eletti per il Direttivo, né dei componenti del Collegio dei Revisori e della Commissione di Disciplina.

Ma sono triste soprattutto di non sapere quanti sono gli iscritti all'Associazione.

Qualcuno sa dirmi quanti siamo?

Ho saputo invece che il sito WEB sarà un altro, qualcuno sa dirmi perché?

La Commissione Tecnica integrerà nuove norme allo Statuto. Quali norme? Ma non è l'Assemblea dei Soci che cambia il Regolamento? E cos'è che non va bene, visto che siamo appena nati?

Ho chiesto in giro, ma mi rispondono tutti che su certi argomenti non si possono pronunciare.

Ma che vuol dire?

Io sono un'ottimista e cerco di essere pratica. L'importante, mi dico, è avere buone intenzioni, la forma conta poco. Ma la trasparenza è importante. Se siamo tutti Tiratori, Appassionati, Disinteressati, allora sicuramente possiamo gestire bene l'Associazione e perseguire l'intento di aumentare di numero, di crescere tecnicamente, di mantenere una soglia d'ingresso a questa disciplina veramente aperta a tutti i tiratori e soprattutto di continuare a divertirci.

Credo anche che le cose possono sembrare in un modo e poi rivelarsi migliori se le si guarda con la luce adatta. Bisogna accendere la luce, allora. Qui mi sembra che i tiratori siano stati lasciati (o si fanno lasciare) completamente al buio. Che i tiratori non sanno niente di quello che succede (o lo sanno ma non lo dicono, che è peggio) e non vengono interpellati.

Ma il Bench Rest in Italia non siamo noi?

Scambiamo quattro chiacchiere apertamente e parliamo di cosa vogliamo essere e fare.

Se ci siete, sparate un colpo!

 
Valeria Patriarca